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Il brand è ben altro rispetto ad un logo, ormai lo sanno tutti. Il brand è esperienza, pre, durante e post acquisto e su questo lavoreremo, alacremente, soddisfare i bisogni e soprattutto i sogni dei nostri clienti.

Eppure, giunti a questo punto, dopo un totale software & hardware remake della piattaforma, dopo averla istanziata in una varietà di ambienti industriali, dopo aver rimesso a punto l’offerta per renderla più semplice soprattutto per i partner, abbiamo sentito il bisogno di un logo, un logo nuovo.

Non ci sentivamo più rappresentati dal nero tout cour, da un occhio che scruta i dati, seppur per catturarne la reale verità dei dati, come recita il naming di Trueverit.

Volevamo che il nostro nuovo vestito esprimesse di più, su quella che sentiamo essere, oggi, la nostra speciale value proposition.
Perché, in effetti, di piattaforme IoT ce ne sono tante. E anche di applicazioni: dai cronotermostati connessi, ai fitbit di ultima generazione, dal pannolino intelligente alle smart city.

Noi, però, vogliamo fare bene una cosa specifica: migliorare l’efficienza delle filiere produttive grazie all’interconnessione di asset eterogenei.
Dopo 20 anni di esperienze in ambito industriale, abbiamo maturato la consapevolezza che fare IoT per l’impianto di un altoforno è molto diverso da farlo per un runner che deve avere una guida mentre si allena.
Quindi abbiamo deciso di specializzarci ulteriormente nell’ambito industriale, dove crediamo che il concetto di interconnessione sia la base, il cuore per far sì che i dati dei singoli macchinari, sensori, apparati non siano più isolati ma contribuiscano ad una visione di insieme, collaborativa appunto, di un intero ecosistema produttivo. Tutta la piattaforma e, più in generale, la nostra offerta, va in quella direzione.

Fra le 3 proposte in short list -una molto bella sotto il profilo del design, una molto cool ispirata al concetto di IoT buddy (un procione che sicuramente tornerà presto, sotto altre spoglie, nella nostra iconografia) e una molto simbolica- abbiamo scelto quest’ultima, perché dietro c’è una bellissima storia, che vorrei qui raccontare.

Una parabola buddista narra che nella reggia del dio Indra, simbolo delle forze naturali che nutrono e proteggono la vita, vi è una vastissima rete. A ognuno dei suoi nodi è legato un gioiello. Ogni gioiello riflette in sé l’immagine di tutti gli altri, rendendo la rete meravigliosamente luminosa. Anche i diversi asset produttivi di una azienda manifatturiera, di un impianto, di un building, di una energy company possono dialogare. E quando sono interconnessi, grazie ai reciproci legami, acquistano e generano più valore, efficienza, sostenibilità. Trueverit è tutto questo.

Ecco dunque la genesi di un logo, che osa scegliendo colori vibranti ai limiti del fluo ma che usa un font solido, per esprimere spalle larghe, e si conclude con un punto, a conferma della propria risolutezza.

E se, come dice il buon Jeff [Bezos], il brand è ““what other people say about you when you’re not in the room”, noi vorremmo che, usciti dalla stanza, voi ricordaste almeno tre cose: condivisione, audacia, risultati certi.

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