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Previsioni IoT 2020

A conclusione di un anno di crescita sia per Trueverit che per l’intero fenomeno IoT, proviamo anche noi a tratteggiare le previsioni IoT 2020. Il barometro indica un cielo senza dubbio sereno. Ancora qualche, nube, è vero, riconducibile ad alcuni fattori ancora frenanti. Malgrado la frammentazione dell’offerta, la difficoltà di contestualizzazione, le sfide della sicurezza e gli ostacoli della mancata standardizzazione, IoT ha mostrato di essere un motore diesel, ormai avviato, innestato all’interno della macchina inarrestabile della trasformazione digitale.

PREDICTION IOT 2020:
UN’ANALISI DELLE FONTI ON LINE

Per dire la nostra sulle previsioni IoT 2020, abbiamo passato in rassegna le prime 20 fonti internazionali che Google ha proposto effettuando la ricerca “IoT predictions 2020”. Si tratta di articoli di riviste di settore o di rapporti di ricerca di analisti di mercato. Riportiamo i link in calce a questo post. La prima nota degna di attenzione è che da 15 articoli sono stati nominati circa 75 trend. Quindi, anche da un punto di vista terminologico, nel settore esiste in maniera evidente una forte frammentazione. Riclassificando queste verbalizzazioni in aree omogenee, da un punto di vista qualitativo, si possono estrapolare alcuni trend ricorrenti, sia di natura strettamente tecnologica (ad esempio il 5G, le connettività low power wide area emergenti, l’edge computing, l’Intelligenza Artificiale), sia di natura più strategica (fenomeni emergenti nel percorso dell’IoT adoption, quali la convergenza fra tecnologie, fra dati IT-OT e le evoluzioni organizzative). Abbiamo tralasciato altri argomenti, comunque citati ma non altrettanto diffusamente, quali il digital twin, le auto a guida autonoma ed applicazioni/tecnologie che solo alcune fonti indicavano come trend maturo ed inequivocabile per il 2020.

MERCATO IOT 2020:  CRESCITA SU TUTTI I FRONTI

Da un punto di vista quantitativo, IoT si conferma essere un mercato in crescita, un po’ su tutti i fronti, dal consolidamento dei business case alla maturazione delle tecnologie, sebbene a macchia di leopardo.

  • Aumentano inesorabilmente i dispositivi connessi. Ad esempio, in base alle stime di Gartner, l’enterprise Internet of Things market cuberà 5.8 billion endpoints nel 2020, con un aumento del 21% rispetto al 2019.
  • Continua a crescere il valore del mercato. Gli analisti IDC stimano che il worldwide IoT spending manterrà una crescita a doppia cifra (CAGR 12,6%) in tutto l’arco 2019-2023, oltrepassando la cifra trilione di $ nel 2021 .
  • Le previsioni IoT 2020 includono un aumento anche dei progetti che passano dalla fase di POC a quella di consolidamento in produzione e i casi d’uso, soprattutto negli ambiti building automation, government e automotive (con tassi intorno al 30%) seguiti da healthcare, manufacturing and retail, per cui si attende una crescita comunque a doppia cifra, su base mondiale.
Riassunto Previsioni IoT 2020

1. Industrial IoT: si inizia a fare sul serio

Prima ancora di entrare nei dettagli, la prima notizia sulle previsioni IoT 2020 è che molti analisti e testate dedicano un capitolo particolare alle previsioni sull’Industrial IoT, segno che il comparto ha ormai una identità specifica. Leggermente oscurato dall’hype del Consumer IoT, le applicazioni in ambito industriale stanno prendendo gradualmente e diffusamente piede e a detta di molti le sorpasseranno. Un dato fra i tanti: secondo le previsioni confermate a settembre di Market Watch ci si aspetta che il mercato globale IIoT cresca con un tasso CAGR del 23.88% tra il 2017 e il 2023. Ora che i primi use case – monitoraggio energetico, asset tracking, manutenzione preventiva, employee management – hanno mostrato sostanziali risultati e che le soluzioni di security IoT sta progredendo, tanto quanto il timore di attacchi hacker, anche noi confermiamo un crescente fermento (THINGSTREAM.IO). Oltre alle fabbriche, i trasporti, le utility, i building e persino l’agricoltura dovranno e potranno valorizzare i dati raccolti per migliorare efficienza e trovare nuovi modelli.

2. Iperconvergenza Big data – IoT – AI

IoT, in sé per sé, è uniformemente riconfermato come trend tecnologico ma va in tandem con almeno due altri fenomeni, strettamente connessi. I big data, intesi nel senso di disponibilità sempre maggiore di dati in real time raccolti da dispositivi connessi. E l’Intelligenza Artificiale, o meglio tutte le tecnologie di advanced analytics, capaci di elaborare grandi quantità di dati e di trasformarli in conoscenza. È questo il triangolo magico della trasformazione digitale al cuore degli intelligent products, intelligent services, intelligent systems. Sarà davvero competitivo chi realmente riuscirà ad attuare la convergenza fra queste tre leve, Big Data-IoT-AI, al di là di quello che nei media, in un momento o nell’altro, va più di moda.

3. Edge computing: dall’hype ai fatti

L’edge computing, che secondo un report di Grand View Research viaggerà a un tasso di sviluppo annuale del 54% da qui al 2025, è un trend su cui tutti si trovano d’accordo. L’edge è in questo momento è favorito da una nuova generazione di hardware, con costi accessibili, capace di gestire dati in locale, dal sovraccarico delle strutture centralizzate comprese quelle cloud e dalle soluzioni emergenti per la security per i device. Con queste premesse, nel 2020 l’edge sarà baricentro emergente delle applicazioni IoT. Il fenomeno va inquadrato però in modo più ampio. Il punto è che, aumentando gli oggetti connessi, in fabbrica e fuori, aumenta la necessità di trovare un modo efficiente di gestire la gran quantità di dati da essi raccolti. Se la moda è appunto l’edge computing -le tecnologie capaci di processare dati, a bassa latenza, direttamente sul campo- le best practice architetturali in realtà promuoveranno una gestione ibrida del dato, che utilizzerà un mix di edge e cloud, a seconda della convenienza.

4. Connettività: un ampio spettro di soluzioni

Sempre sul fronte delle tecnologie abilitanti, si prevede un 2020 molto movimentato per tutto quel che concerne rete e connettività. Dominano le conversazioni e le previsioni sul 5G, la cui diffusione di massa attende solo l’ingresso dei telefoni di nuova generazione. È interessante tuttavia questo punto di vista: se il connubio 5G e IoT è una grande opportunità perché garantisce connettività cellulare diffusa a banda larga, rappresenta anche una minaccia perché pone nuove sfide dal punto di vista della sicurezza informatica. Anche per questo, sebbene il 5G per IoT possa essere un ulteriore facilitatore, si prevede una convivenza con altre forme di connettività. Un assetto probabile sarà l’uso di connettività LoWPAN per la raccolta dei dati in combinazione con soluzioni 5G per il backhaul dei dati e il trasporto delle informazioni verso il cloud. Altro trend da osservare sarà realizzare, soprattutto in ambito industriale e commerciale, progetti IoT basati su private network (EETIMES). Il punto, comune a tutte queste osservazioni, è che la barriera relativa alla raccolta e al trasporto dei dati, dal campo all’enterprise, è sempre più bassa.

5. Blockchain per la sicurezza IoT

Tra blockchain e IoT c’è stato fino ad ora un rapporto amore-odio. Come accade per tutte le novità, dopo il primo momento di euforia nell’anno appena concluso c’è stato un momento di disillusione. Blockchain è una tecnologia ancora non del tutto matura, ma soprattutto lo spettro dei casi d’uso IoT è talmente ampio che è stato difficile focalizzare una modalità standard di integrazione tra le due tecnologie. Il futuro sembra tuttavia adesso più a fuoco, almeno su due fronti. Il primo è quello della sicurezza: le applicazioni IoT hanno spesso una architettura centralizzata, che rappresenta un elemento di vulnerabilità. In questo contesto, l’uso di Blockchain (sistema di certificazione pubblico, decentralizzato, sicuro) può essere un supporto importante al security management delle applicazioni IoT. Il secondo scenario è dato da tutte le applicazioni IoT che coinvolgono una molteplicità di soggetti e catene del valore molto lunghe: pensiamo all’esempio del tracciamento dei prodotti di lusso o alla certificazione dei processi manifatturieri. Forse non ancora nel 2020, ma si prevede che nei prossimi anni i produttori riconosceranno chiaramente i vantaggi di avere la tecnologia blockchain integrata in tutti i loro dispositivi: etichette come “Blockchain Certified” non sono più molto lontane.

6. Sicurezza e privacy, coppia di fatto

Che nel 2020 sia dispositivi consumer che sistemi enterprise IoT saranno attaccati è, più che una previsione, una certezza (FORRESTER). Questo implica la necessità, da parte delle imprese, sia vendor che user, di mettere in piedi una strategia per la security IoT, che preveda anche chiari ed inequivocabili remediation plan. In parallelo, però, si stanno affermando nuove soluzioni per la security. Difficile stabilire se sarà un gioco a somma zero. I timori di attacchi sono ancora fra i principali freni della spinta IoT. I dubbi, anche dovuti ad un vuoto normativo, sulla privacy dei dati, pongono anche ulteriori questioni legali, etiche e sociali. Certamente, soprattutto in ambito B2B, è raccomandabile la scelta di vendor che già a livello di design integrano la security come se fosse parte integrante dei loro prodotti, hardware o software.

7. La rivoluzione UI: il multimodal design

Se ne parla ancora poco, eppure sarà una rivoluzione. L’uso della voce nell’impostazione dei dispositivi, la modifica delle impostazioni, l’invio di comandi e la ricezione dei risultati saranno presto la norma non solo nelle case intelligenti. Il recupero della voce è tra l’altro una tendenza abbastanza trasversale, a partire dai media, in cui si registra una forte crescita dei podcast. Dalle applicazioni più strettamente consumer i comandi vocali si sposteranno nelle auto, negli uffici -pensiamo soprattutto alle sale riunioni- e anche nei contesti produttivi. Alcuni parlano, per il 2020, di vero e proprio boom delle interfacce vocali. Se però, ancora una volta, allarghiamo un po’ l’abbraccio alle tendenze più generali sulle interfacce, non solo quelle vocali, il trend da segnalare è piuttosto quello del design multimodale, che dà uguale importanza a voce, display e tocco, a seconda del contesto d’uso. E come per le varie tipologie di connettività, non ci sarà una UI dominante. Avremo invece una sinergia tra voce, immagini e gesti nell’ambito di un nuovo concetto di multimodal interface. Si presenteranno, di conseguenza, i primi casi di applicazioni IoT in cui affrontare la sfida di una seamless experience passando da un’interfaccia all’altra.

8. Orchestrazione IT-OT

Il successo soprattutto dell’Industrial IoT, ma in generale di tutti i progetti IoT enterprise, risiederà soprattutto nella convergenza tra dati OT ed IT. Abbiamo visto come anche a livello tecnologico si stia verificando una convergenza fra tecnologie diverse intorno ad un’unica entità, i dati condivisi, e verso un unico obiettivo, ricavare indicazioni per migliorare prodotti e processi. La diretta conseguenza è la necessità di far convergere dati diversi all’interno di un unico repository, per far sì che le decisioni siano prese sulla base di un patrimonio informativo aziendale completo, non parziale e settoriale. Le strategie cross-functional IT/OT si riconfermano dunque un trend da cavalcare per realizzare progetti IoT ad alto impatto sulla redditività.

9. Organizzazione: cambiare dal basso

IoT, essendo una trasversale a diverse funzioni aziendali, è a tutti gli effetti parte della trasformazione digitale. E, come per ogni cambiamento strategico, implica un cambiamento culturale e organizzativo. Si è pensato a lungo, erroneamente, che IoT fosse un servizio da vendere all’IT. Al contrario, spesso il bisogno di efficientamento o di innovazione partono dalla produzione, dalle business unit, dal campo. Istanze che è difficile far risalire al topo management. Nel 2020, complice il cambio culturale che sta iniziando ad accadere nelle aziende, nel senior management inizieremo a vedere più ruoli IoT. Questi ruoli aiuteranno a portare l’esperienza e la consapevolezza a livello executive (ad esempio: Chief IoT Officer, Chief Digital Officer, Chief Innovation Officer), contribuendo a rimuovere i vincoli che ancora frenano la comprensione delle opportunità IoT e la corretta gestione delle aspettative sul ROI, spesso mal interpretate (IT PRO PORTAL).

10. Sei settori in crescita

A conclusione delle previsioni IoT 2020, rileviamo una crescita generale e abbastanza trasversale. Dall’analisi delle fonti tuttavia dobbiamo prendere atto che alcuni settori sono citati più di altri. In primis, le Smart Cities. Il trigger è la crescente disponibilità di connettività a banda larga e diffusa sul territorio, anche legata alle tecnologie LPWAN oltre che al 5G. Questo sbloccherà progetti incrementali di Smart Cities, prima dal perimetro più ristretto (building e complessi residenziali) e poi su scala più larga (quartieri e intere città). Il comfort, oltre che la sicurezza e la sostenibilità, sarà un driver irrinunciabile (DZONE). Altre tre hit previste per il 2020 sono l’Healthcare (dal monitoraggio domiciliare dei pazienti agli equipment intelligenti di ultima generazione), la Logistica e la Supply Chain e gli Smart Store, sia sul fronte dell’inventory / facility management che su quello della customer experience (ANALYTICS INSIGHTS). Confermato il consolidamento di tutta l’area dello Smart Manufacturing, forte delle sperimentazioni già concluse nello scorso anno inserire, che rappresenta la fetta più ampia dell’IoT spending (IDC).

PREVISIONI IOT PER L’ITALIA

Ad integrazione dell’analisi sulle fonti internazionali, abbiamo passato in rassegna anche 10 fonti italiane, dedicate ai trend ICT 2020. I trend per l’Italia sono meno puntuali, ma questo argomento è citato sempre, ovunque, come ancora una delle tecnologie in crescita e in fase di maturazione, spesso in abbinamento a altri temi. Per questo vorremmo ribadire ancora una volta che la convergenza è il concetto chiave che caratterizza previsioni IoT 2020. È facile intuire la grande sinergia fra 5G e Edge Computing: i dati potranno infatti essere elaborati in locale e selezionati per essere inviati ad altri sistemi a velocità elevata e con tempi di latenza ridotti, garantendo efficienza e maggior. Strumenti e soluzioni di machine learning e intelligenza artificiale si occuperanno di trasformare gli oggetti connessi in prodotti, servizi e sistemi intelligenti. A testimonianza che IoT è protagonista e parte di un disegno più grande.

IL PERCORSO TRUEVERIT PER IL 2020

Come affrontare questi scenari? Per quanto ci riguarda, punteremo su tre aspetti.

  • Convergenza IT – OT. È il nostro cavallo di battaglia. Pensiamo che non esista una soluzione monolitica per risolvere il problema della diversità che ancora esiste sul campo, che si tratti di un building, di una fabbrica o semplicemente di un asset connesso che deve dialogare con altri sistemi. Crediamo che la risposta sia nella creazione di ecosistemi di partnership e nella facilitazione dell’interoperabilità e su questo lavoreremo.
  • Arricchimento protocolli, API, partnership. Questo secondo punto da sostanza al precedente. Pensiamo che l’approccio Open Protocol e API Driven sia il collante capace di tenere insieme, a livello architetturale, tutte le diverse e frammentate parti di un progetto IoT. E che le partnership tecnologiche facilitino l’integrazione fra la nostra piattaforma e i sistemi esistenti nelle imprese. Di questo beneficeranno anche i system integrator, canale per noi fondamentale, che avranno un ruolo sempre più chiave di attuatori di progetti IoT.
  • Integrazione con strumenti esterni. Trueverit è un grande orchestratore, capace di integrare dati che arrivano da fonti distinte ed esporli su dispositivi diversi, dopo averli trattati, gestiti ed elaborati. Senza alterare il nostro core business -abilitare applicazioni cross silos facilitando la convergenza IT-OT- dedicheremo infine parte dell’attività di ricerca e sviluppo all’integrazione con tecnologie di blockchain, AI e al miglioramento UX/UI.
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