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	<title>architettura IoT Trueverit &#8211; Trueverit</title>
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		<title>L&#8217;architettura IoT di Trueverit: le origini Wagneriane</title>
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				<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 09:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Simone Fardella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[architettura IoT Trueverit]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Nel tardo ottocento è nato il concetto, oramai quasi dimenticato, della Gesamtkunstwerk. Dopo due secoli, noi lo stiamo coltivando di nuovo, sul terreno dell’Industrial IoT, applicato all’architettura Trueverit.</p>
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	<h3>IL CONTESTO</h3>
<p>Opera d’arte totale. Richard Wagner parlava di <strong>Gesamtkunstwerk</strong>, un concetto in auge nel periodo del romanticismo tedesco, un’organizzazione inglobante delle varie arti (sinfoniche, operistiche, teatrali) per arrivare alla composizione del disegno totale.<br />
Chi mi conosce sa quanto venero le visioni delle sinfonie wagneriane, eccezionalmente concepite (con impegno, tempo e dovizia di particolari) per esprimere ed incarnare tale concetto.</p>
<p>Dietro Trueverit ci sono gli stessi elementi della Gesamtkunstwerk.<br />
Detto da un CTO può sembrare banale ma la similitudine ben rispecchia il percorso della piattaforma.</p>
<p><strong>Tempo</strong>: perché l’idea è maturata da un po&#8217;, nonostante l’attuale piattaforma abbia solo un anno.</p>
<p><strong>Esperienza</strong>: perché ancor prima di iniziare a svilupparla l’ho concepita proprio pensando alle svariate problematiche ed esigenze incontrate negli anni sul terreno industriale.</p>
<p><strong>Dedizione</strong>: perché IoT è un tema, ancor prima di essere una tecnologia, così vicina al cuore delle strategie competitive delle aziende, alla quale non è che impossibile non appassionarsi.</p>
<h3>LA SFIDA</h3>
<p>La visione dietro all’architettura di Trueverit affonda le proprie radici in una constatazione: fare IoT non significa solo raccogliere dati dal campo (un traguardo nei fatti ancora lontano per molte imprese), ma soprattutto interpolarli con altri che tipicamente risiedono in altre applicazioni, trovare una sintesi ed innescare automazioni e ed azioni migliorative; nel nostro caso soprattutto mirate a ottimizzare i processi. Macchinari, sistemi, sensori, applicazioni, etc spesso parlano linguaggi e protocolli differenti, serviva dunque uno strumento di protocol mediation.</p>
<p>Ciò nonostante gran parte dei progetti IoT si bloccano per criticità realizzative di varia natura. Principalmente difficoltà di integrazione con le applicazioni enterprise, che spesso significa applicazioni IoT totalmente custom, monolitiche e dai costi insostenibili. A seguire, difficoltà organizzative legate alla necessità di coinvolgere i team IT, qualora presenti, in onerose attività di sviluppo. On top, la sicurezza. Siamo portati a pensare solo al rischio di hacker che si impossessino dei nostri SONOFF per scatenare attacchi DDOS, ma non pensiamo al rischio che in una acciaieria possa essere messa in pericolo la vita di un addetto o la perdita di un intero lotto produttivo, fondamentalmente, se il flusso dei dati che alimentano processi di automazione si interrompe. Nessuno sconto dunque è previsto.</p>
<h3>LA RISPOSTA</h3>
<p>In risposta a tutto questo, l’<strong>architettura IoT Trueverit è ispirata al criterio della versatilità</strong>.</p>
<p>Al problema dei diversi standard industriali, abbiamo dato seguito con un approccio open/multi protocol, che rendesse Trueverit capace di dialogare con sistemi e protocolli di varia natura: I2C, Modbus RTU, RS232, CAN-BUS, RS485 Nativo, Modbus TCP, SNMP, Profibus, OPC, LoRa, MQTT, WebSocket, etc ma soprattutto oltre 200 API RESTFul, che consentono alla piattaforma di parlare virtualmente con tutto, sistemi OT ed IT (Backend di applicazioni scritte in linguaggi differenti, PLC e sistemi BMS avanzati, etc).</p>
<p>Un’implicazione importante è la minimizzazione del lock in attraverso l&#8217;astrazione: se ad esempio cambia un MES, è sufficiente riagganciare la piattaforma al nuovo MES e l’applicazione IoT continua a funzionare.</p>
<p>Sempre ispirati dal principio della flessibilità abbiamo scelto un’architettura a microservizi (che consente una più semplice manutenzione del software e una maggiore scalabilità) e un approccio agnostico verso le infrastrutture, grazie all’uso di container, che consentono di ospitare le applicazioni IoT dal cloud all’on premise senza distinzione.</p>
<p>Al tema della semplificazione abbiamo risposto corredando la piattaforma di strumenti low code che semplificano la creazione di flussi e di regole: questo significa che la configurazione iniziale della piattaforma può avvenire con un effort molto contenuto. Soprattutto significa che, una volta configurata, può essere facilmente personalizzata con strumenti drag and drop anche da parte di persone prive di <em>developer skill</em> avanzate, ad esempio responsabili della manutenzione, dei processi, della produzione.</p>
<p>La bassa curva di apprendimento significa essere più rapidamente in grado di usare l’applicazione in modo attivo e indipendenti da interventi sia del vendor sia di eventuali partner.</p>
<p>La sfida della sicurezza l’abbiamo raccolta ponendoci come obiettivo uno standard enterprise e applicando il concetto della security-by-design. Abbiamo combinato tunnel VPN + token su tutti i gateway IoT Trueverit posizionati sul campo con sistema di crittazione TLS sulla web-application e sistemi di crittazione TLS+Authentication sui dispositivi Easy-IoT.</p>
<p>A tutto questo abbiamo aggiunto la possibilità di utilizzare la piattaforma sia in modalità stand alone, sia integrandola con nostro hardware e servizi professionali in logica full stack, il che ci consente di proporci come soluzione completa per l’Industrial IoT.</p>
<p>Nel tardo ottocento è nato il concetto, oramai quasi dimenticato, della Gesamtkunstwerk. Dopo due secoli, noi lo stiamo nuovamente coltivando, con la stessa passione, dedizione e competenza. Sono sicuro che Wagner sarebbe fiero della nostra opera universale.</p>

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